sabato 13 maggio 2017

Parte la campagna #codicedisicurezza: basta con i morti in strada

La Fiab lancia a livello nazionale la campagna #codicedisicurezza. Un laccetto bianco semplicissimo attaccato alle nostre borse, alle nostre bici, se si vuole anche ad una automobile, è il segnale esplicito di chi direttamente sulla strada ha aderito alla campagna. 
UN LACCIO BIANCO per dire BASTA ai morti sulle strade.
Un laccio bianco che non può essere la fine di questa campagna, ma che è solo l'inizio. Chiediamo alle istituzioni, al parlamento, di completare la riforma del codice dell strada, oggi ferma al senato dopo l'approvazione alla camera. Una richiesta popolare che deve essere un segnale chiaro per i parlamentari, un segnale che manifesta la volontà di chi ogni giorno rischia la vita sulle strade.
Il nuovo codice della strada deve mettere al centro la persona e non l'automobile; deve ridare spazio all'individuo, sottraendolo alle automobili, che oggi occupano gli spazi vitali delle nostre città (guardiamoci intorno e capiremo questa affermazione) una semplice foto può forse aiutare a
Sosta selvaggia
comprendere. 
Ognuno di noi ha un grande potere. 
Per questo la campagna #codicedisicurezza è una opportunità collettiva per portare avanti un concetto nuovo, quasi rivoluzionario e non ortodosso, una sorta di diritto allo spazio pubblico che oggi ci viene palesemente negato.
Un laccetto bianco per cominciare ed il nostro impegno per andare avanti.
Condividiamo tutti.
 

mercoledì 3 maggio 2017

La via Francigena a Gela: un racconto lungo un viaggio

In un'epoca in cui tutto viaggia veloce e dove la multimedialità ha abbattuto, apparentemente, ogni confine, si torna a parlare di pellegrinaggi, riscoprendo gli antichi cammini, le vie di terra che portavano i pellegrini nei luoghi sacri. 
Per convenzione queste strade prendono il nome di vie Francigene. Definizione ormai estesa a tutti i cammini che conducevano verso la terra santa. 
Ognuno riscopre la propria spiritualità calpestando le tracce dei viandanti del passato, di coloro i quali, affrontando un viaggio lungo e pericoloso, andavano, anche per delega, a visitare i lughi santi, non solo mediorientali, ma anche europei.
La Sicilia, l'isola al centro del grande mare Mediterraneo, la terra invasa da ogni popolazione, il luogo contaminato per eccellenza, crocevia di pasaggi e di battaglie, è ricca di questi cammini, di strade che, nel cuore o lungo la cosra, portavano ai porti orientali dell'isola per proseguire il viaggio verso il sacro luogo. 
E Gela, la città greca, era uno dei luoghi di passaggio e di partenza per queste sacre destinazioni. Inserita, per la sua natura costiera, lungo l'itinerario meridionale che, dalla via francigena Selinuntina, proveniente da Agrigento, si trrasformava nella via francigena Fabaria. 
A Gela, nella città che per atto notarile si chiamava Eraclea, città di Ercole, e per uso comune si definì sempre Terranova, prima di riprendere l'antico nome greco, i pellegrini sostavano, venivano accolti e poi ripartivano. 
Nel famoso Hospitalia di San Giacomo, l'apostolo viandante, la chiesa posta fuori dalle mura di cinta della
San Giacomo a Gela
città medievale, che ospitava i pellegrini nei loro cammini. La chiesa il cui portale oggi si erge al centro dell'omonima piazza e che fu luogo di passaggio e di incontro. 
Come un moderno ostello i viaggiatori, i viandanti, i pellegrini, potevano riposare dopo il lungo cammino senza varcare le porte della città di Terranova.
La mobilità dolce riscopre questi territori e queste vie, riportate alla luce da ognuno di noi, con la propria curiosità, con la voglia di ritrovare la storia che appartiene all'uomo. 
Così, Fiab Gela Nanocicli, riscopre l'antico cammino della via Francigena Fabaria, lo rivisita e ne parla in un incontro che è l'inizio di un viaggio in bicicletta, che è valorizzazione della mobilità lenta. Non semplice cicloturismo, ma mobilità sostenibile nei territori dell'isola più grnade del Mediterraneo.
Ma per comprendere un cammino serve un racconto della sua storia, così ne parliamo a Gela, sabato 13 Maggio 2017 alle ore 18,00, all'interno del Museo Archeologico, con l'intervento della professoressa Salvina Fiorilla. 
Riscopriamo la Via Francigena a Gela, i luoghi dei cavalieri che in questa terra difendevano i pellegrini, le tracce di un cammino che non è stolo storia di terra, ma che è anche narrazione di porti, imbarcazioni, isole e caricatori. 
Perchè raccontare un cammino significa raccontare un territorio, ritrovare la sua storia, riscoprire il suo stesso modo di essere luogo di vita e comunità di uomini.

venerdì 21 aprile 2017

Perdere le occasioni sulla mobilità sostenibile

Rimaniamo sempre perplessi quando la politica, in maniera reiterata, decide deliberatamente di perdere le occasioni che lo Stato e la Comunità Europea mettono a disposizione per implementare i progetti collegati alla mobilità sostenibile.
Giorno 17/04/2017 scadeva il termine per la seconda chiamata dettata dal bando europeo Urban
Innovative Actions, che, tra le tre voci specifiche, prevedeva la possibilità di presentare progetti collegati alla mobilità sostenibile.
La città di Gela, in tale contesto, risultava molto avvantaggiata, non per meriti della propria gestione amministrativa, ma per gli eventi del caso e della natura che l'hanno inserita all'interno dei grandi itinerari nazionali ed Europei del cicloturismo e della mobilità sostenibile; che le hanno permesso di beneficiare dei percorsi cicloturistici transfrontalieri, in maniera diretta con Malta ed indiretta con la Tunisia; che le hanno dato una rete di comunicazione interna e costiera derivante dalla morfologia del suo territorio.
Gela ricade infatti nel grande percorso europeo Eurovelo; in quello riconosciuto dal Ministero Dei Trasporti, progettato proprio da Fiab e denominato Bicitalia; nel percorso transfrontaliero Sicilia/Malta denominato Sibit/Med in Bike e, indirettamente, è collegata tramite quest'ultimo alla rete dei percorsi cicloturistici transfrontalieri Sicilia/Tunisia, denominata CulTuRas.
Sono tutti valori aggiunti che, sviluppati anche con il Piano Regionale della Mobilità Non Motorizzata in Sicilia, avrebbero permesso di porre in essere un progetto per la partecipazione al bando UIA estremamente credibile e di grande fattibilità. Purtroppo questo non è avvenuto e l'amministrazione ha scelto di basare la partecipazione al bando UIA su altre direzioni. Nessuna questione su questa valutazione. Dispiace, però, che questa amministrazione non voglia puntare su un chiaro sviluppo sostenibile ed integrato del territorio, soprattutto puntanto sulla mobilità, elemento fondamentale per la costruzione di una città moderna. 
Il segnale negativo dell'UIA si somma a quello legato alla mancata presentazione di progetti per il bando nazionale aperto dal Ministero dell'Ambiente sempre con riferimento alla mobilità, che scadeva nel Gennaio 2017. 
Vorremmo sinceramente capire il perchè di queste scelte, totalmente in controtendenza con l'idea di sviluppo applicata a tutti i livelli istituzionali nell'ambito della mobilità nuova.

martedì 18 aprile 2017

Il ciclotour dello sbarco è memoria di viaggio e presa di posizione.

Domenica pedaleremo ancora una volta lungo un itinerario meraviglioso. Il ciclotour sui luoghi dello sbarco americano non può e non deve essere considerato una carrellata di luoghi messi in mostra ai pedalanti. 
In una terra combattutta come la nostra, che ha sofferto lo scempio dell'aggressione industriale, un'associazione come Fiab Gela Nanocicli, che è ambientalista per scelta, statuto e pratica, ha il dovere di mostrare l'altra faccia della medaglia, il lato oscuro di quella luna luminosa che qualcuno vuole troppe volte nascondere. 
La piana di Gela, immensa e bellissima, colma di storia e di fascino, tagliata da oriente ad occidente, da sud a nord, dalle provinciali in disuso che sono ciclabili di fatto, è una piana resistente, una piana che resiste. Resiste da sempre all'attacco di chi senza pudore l'ha voluta devastare, nel profondo, nelle viscere, con l'estrazione di quel petrolio che tanta ricchezza avrebbe dovuto portare e che oggi ci ha reso dei miserabili reietti agli occhi di tutti coloro che guardano a Gela e riescono a vedere solo l'orrore dell'industria. 
La piana resistente è la natura tenace che andiamo a vedere. Scegliendo la bicicletta, facendolo lentamente.
Così, mentre la città scompare, sventrata dall'abusivismo edilizio che ne ha ucciso la memoria storica per trasformare l'antica pietra meravigliosa in orribile cemento da poveriricchi, noi guardiamo quei piccoli angoli che sono ancora testimonianza di un passato che non si cancella, perchè ripensando al passato possiamo edificare un futuro che sia degno di questo nome.
Ma non nascondiamo nulla nelle nostre tracce pedalanti. Il ciclotour dello sbarco, come tutte le nostre iniziative, mostra, per scelta e consapevolezza, i luoghi che sono il manifesto di un'aggressione industriale. 
La contrada Settefarine
Lasciamo la città attraverso il quartiere che oggi occupa l'antica contrada Settefarine, un tempo luogo paludoso e confine dell'antico agglomerato urbano, poi terreno prospero per lottizzazioni folli che hanno visto nascere in una notte (scusateci l'iperbole) un intero quartiere abusivamente pensato e realizzato. Settefarine, simbolo del denaro petrolifero, della città piccola che vedeva arrivare il salario all'improvviso e che lo spendeva per la CASA, l'immobile solido per l'intera famiglia; lo spendeva distruggendo la memoria edilizia, quella sociale, quella storica. 
La piana e le sue testimonianze
Oltre Settefarine il viaggio continua verso la meraviglia della piana di Gela, per mostrare il contrasto, il lato luminoso di Gela. Le colline coltivate a grano, gli antichi bunker fascisti, le vestigia del Castello federiciano, la diga del cinquecento, i bunker antischeggia e l'area del vecchio aereoporto militare. Un viaggio che non nasconde nulla della natura resistente, ma che punta dritto alla storia attuale.
Il centro olii e lo scempio industriale
Il rientro passa dalla bellezza dei nidi di cicogna e della vegetazione palustre allo scempio senza tempo dell'industria petrolifera.
Gela riappare a Sud, nella sua veste orientale industriale, lungo la vecchia provinciale che segue il cammino degli antichi viandanti Jacopei. Eccola la signora deturpata dall'oro nero.
Il nostro è un attraversare, un andare dentro i luoghi, per riscoprire la loro essenza. Così, l'ultimo chilometro è un viaggio nell'industria, tra vecchie discariche di petrolio, tubi sfatti e arruginiti, vestigia di una ricchezza mai compiuta. Una piccola strada che è memoria e monito per il pensiero del futuro: non ci può essere ricchezza dall'offesa agli uomini e alla natura.
Il ciclotour dello sbarco è un ricordo storico, è una fotografia del presente, è un diario di viaggio ed è un viaggio per chi vuole scrivere un proprio diario. Il ciclotour dello sbarco è testimonianza ed insegnamento, è didattico e divertente, come solo la realtà sa esserlo. 
Lo abbiamo pensato tanti anni fa perchè per fare rinascere questa città serve un costante impegno per restituire la sua memoria, la sua storia, la sua identità, che non è mai stata, non è e mai sarà, industrialpetrolifera.
Buona pedalata a tutti, vi aspettiamo giorno 23/04/2017

lunedì 10 aprile 2017

Ciclabilità nella Riserva del Biviere di Gela

Ci siamo a lungo dedicati alla creazione di un itinerario cicloturistico che permettesse di collegare la città con la Riserva del Biviere di Gela e, all'interno della riserva, che consentisse di visitare il lago a piedi o in bicicletta. L'esperienza della Ciclovia del Biviere è stata più volte ripetuta grazie alla collaborazione del direttore della Riserva del Biviere di Gela, Emilio Giudice e all'insostituibile lavoro degli operatori della Riserva. 
Una gestione, quella del Biviere di Gela, che continua in maniera ottimale, nonostante gli impedimenti di carattere burocratico che spesso rallentano lo sviluppo delle idee. Un esempio concreto è dato dal posizionamento della segnaletica CAI sui percorsi della riserva. Segnaletica che indica anche il percorso cicloturistico, così come pensato da Fiab Gela Nanocicli in collaborazione con gli operatori. 
Oggi, grazie alla volontà della Riserva Naturale Biviere di Gela e a chi lavora ogni giorno all'interno di questa oasi fondamentale, questi percorsi sono una concreta realtà che permette di fruire degli spazi naturali legati al Lago Biviere. 
Il prossimo 23 aprile la Riserva organizza un'escursione a piedi per valorizzare questi percorsi. 
Ogni nuova conquista per la mobilità è sempre un passo avanti per migliorare il territorio in cui viviamo e per creare nuove forme di sviluppo. Va, peraltro, ricordato che proprio la Riserva del Biviere di Gela è posizionata lungo il percorso cicloturistico nazionale Bicitalia, segnalato grazie alla cartellonistica predisposta in seno al progetto transfrontaliero SIBIT - Med In Bike, con il lavoro dei responsabili di Fiab in Sicilia.
Ogni passo è una conquista, ogni colpo di pedale è una strada nuova che si crea. Fiab lavora per questo.

giovedì 30 marzo 2017

La Fiab Sicilia ed il nuovo Piano Regionale dei Trasporti

La Regione Siciliana sta elaborando il Piano Regionale dei Trasporti. Un lavoro importante che può rappresentare la nuova mappa su cui costruire lo sviluppo dell'isola. Non solo perchè traccia le regole per la viabilità, ma perchè permette di comprendere qual è l'indirizzo politico regionale sulla mobilità. In questo senso la Regione Siciliana, grazie anche al contributo di Fiab, con Decreto Assessoriale pubblicato sulla GURS n. 28 del 01/07/2005,  aveva adottatto il Piano della Mobilità Non Motorizzata in Sicilia. Un piano fonadamentale per lo sviluppo della mobilità sull'isola, che lo stesso Decreto Assessoriale, all'art. 1, dichiarava di adottare per realizzare una rete regionale di mobilità alternativa di trasporto a basso o nullo impatto ambientale con l'utilizzazione dei sedimi delle linee ferroviarie dismesse e di altra viabilità minore o secondaria.
Il piano struttura la sua ratio nel recupero di quei canali viari che per la mobilità veicolare pesante sono oramai inutilizzabili, per ragioni differenti, e che, invece, rappresentano un patrimonio inestimabile per la mobilità cosiddetta "dolce". Pensiamo alle vecchie ferrovie dismesse, a moltissime strade secondarie ormai abbandonate, alle antiche trazzere. Realtà che oggi sono il manifesto di una mobilità alternativa ed in grande crescita.
Il Piano della Mobilità non Motorizzata in Sicilia è concepito, per definizione espressamente riportata all'interno dello stesso, come parte integrante del piano regionale dei trasporti e, quindi, i due piani devono necessariamente essere strettamente collegati e sistematicamente aggiornati in coordinamento fra loro.
Pena la violazione delle stesse previsioni di cui al Decreto Assessoriale del 06/06/2005.
In questo senso il coordinamento regionale Fiab Sicilia ha avviato un dialogo con la Regione Siciliana, affinchè i dipartimenti competenti provvedano ad inserire nel nuovo piano regionale dei trasporti le previsioni di cui al piano della mobilità non motorizzata. 
Il coordinamento regionale Fiab Sicilia, rappresentato da Simone Morgana, con il lavoro puntuale e preciso di Gaetano Brucoli, ha inviato due note ai Dipartimenti Trasporti, Turismo e Ambiente della Regione Siciliana, chiedendo, con la prima, del 13/03/2017, l'integrazione ed il coordinamento del redigendo Piano Regionale dei Trasporti con il Piano della Mobilità non Motorizzata in Sicilia e con la seconda, del 29/03/2017, l'inserimento nel Piano Regionale dei Trasporti di questa semplice definizione: per tutto ciò che concerne la tematica della mobilità non motorizzata, il Piano Regionale dei Trasporti, si avvale ed acquisisce come propria parte integrante e in qualità di piano di settore, il vigente Piano Regionale della Mobilità non Motorizzata, approvato con Decreto del 6 giugno 2005 e pubblicato in GURS supplemento ordinario n° 28 del 01/07/2005.
Tale piano potrà essere sottoposto ad aggiornamento sia autonomamente che più complessivamente all'interno dell'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti”.
L'inserimento di questo periodo all'interno del dettato previsionale del Piano Regionale dei Trasporti, permetterebbe di sfruttare integralmente le previsioni inserite all'interno del Piano Regionale della Mobilità non Motorizzata. In assenza di tale coordinamento il risultato sarebbe quello di avere un piano, quello della Mobilità non Motorizzata, indubbiamente affascinante, ma praticamente non funzionale, perchè di esclusiva pertinenza del Dipartimento Turismo e non calato nelle previsioni regolamentari ed attuative del trasporto regionale, cosa che sarà possibile ottenere solo con l'integrazione proposta dal Coordinamento Regionale Fiab Sicilia. 
Rimaniamo adesso in attesa di un positivo riscontro da parte della Regione Siciliana, segnale che permetterebbe di rendere operativo quello che sulla carta è un Piano fondamentale per lo sviluppo di una nuova mobilità sull'isola più grande del Mediterraneo. 

                                  Il Coordinatore Regionale Fiab Sicilia 
                                   Simone Morgana


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venerdì 24 marzo 2017

23/04/2017: a Gela il Ciclotour sui Luoghi dello Sbarco Americano

Lo sbarco in Sicilia del Luglio 1943 rappresenta una pagina di storia poco raccontata. Eppure la liberazione dell'Europa dal nazifacimo non iniziò dalle spiagge fredde della Normandia, ma dal caldo litorale della Sicilia. La piana di Gela, l'allora piccolo paese di Gela, fu la porta per conquistare l'Europa, ma fu anche un luogo ostico per i soldati americani guidati dal generale Patton, che subirono perdite impreviste e che sottovalutarono la resistenza dei pochi soldati italiani rimasti. I luoghi di quello sbarco sono ancora presenti e raccontano una storia visibile e chiara. Segnata dalle lapidi seminascoste nei vecchi palazzi del centro storico di Gela, dal vecchio pontile sbarcatoio, dai bunker antischeggia e dalle casematte di prima e seconda linea, che si ergono nella piana di Gela, dall'antico castello federiciano, roccaforte dell'esercito italiano, dalla pista dell'aeroporto di Ponte Olivo. Questi luoghi sono la storia che ci appartiene e che si mostra meravigliosa a chi lentamente sceglie di viverla con il passo lento della bicicletta.
E' questo il Ciclotour sui Luoghi dello Sbarco Americano a Gela, un itinerario affascinante che apre le porte alla storia e che ci permette di riscoprire il territorio della Sicilia Meridionale.
Fiab Gela Nanocicli da anni segue questo itinerario, lo ha creato e lo ha valorizzato, credendo nella forza della memoria e nella bellezza di questi luoghi.

Ripartiamo con il Ciclotour Domenica 23/04/2017, per trascorrere una parte della giornata pedalando lungo la piana di Gela, partendo dalla costa ed inoltrandoci nell'interno, così come fecero le truppe americane, seguendo le loro tracce, ancora oggi visibili.

Per consentire la partecipazione anche a chi non è molto allenato Fiab Gela ha stipulato una convenzione per i soci Fiab e per gli iscritti al Ciclotour con Rent Bike Gela per il noleggio delle bici a pedalata assistita al prezzo scontato di 7 € a bici per tutta la giornata. 
Potete prenotare la bici direttamente cliccando qui e utilizzando il codice sconto attivo sul sito.

Per il tesseramento con Fiab Gela basta visitare questa pagina.

Per l'iscrizione al Ciclotour dello Sbarco del 23/04/2017 basta inviare una mail all'indirizzo fiabgela@gmail.com con la specifica richiesta di iscrizione e verrete immediatamente ricontattati.

Info sul tour e suleggio bici: fiabgela@gmail.com - 3496185661 

Chiusura iscrizioni giorno 20/04/2017

Caratteristiche del Tour

Raduno in bici ore 8,30 in piazza Umberto I a Gela
Partenza ore 9,00 (i ritardatari non si aspettano)
Fine Tour ore 13,30
Difficoltà: Media
Andatura:  lenta (sconsigliato ai corridori - consigliato ai curiosi)
Lunghezza: 36 km
Dislivello in salita: 140 m complessivi
Fondo: prevalentemente asfaltato con 1 km di strada sterrata ben battuta.
Bici consigliata: trekking Bike (city Bike)
Possibilità bici a pedalata assistita: Si con Noleggio convenzionato a 7 € giornalieri presso Rent Bike Gela
Uso del casco: consigliato
Bambini sotto i 12 anni: sconsigliato
Minori: obbligo accompagnamento da parte del genitore
Uso del casco: consigliato
Acqua: da portare con buona riserva personale
Guida Ufficiale Fiab: SI
Assicurazione: solo su richiesta al costo di 2€
Traccia percorso: clicca qui


mercoledì 22 marzo 2017

La mobilità ciclistica nel regolamento per la sosta

Dopo un mese di lavori molto contrastati il consiglio comunale di Gela ha approvato il regolamento per la gestione della sosta a pagamento. Un atto che, già indirettamente, influiva sull'incremento della mobilità ciclistica, regolamentando e restringendo la possibilità di parcheggio auto, soprattutto nel centro storico. Ma quello approvato dal consiglio è un atto importante anche perchè prende in diretta considerazione due problematiche fondamentali, quella dei noleggiatori di biciclette e quella della gestione della sosta delle biciclette. Apparentemnte ininfluenti, questi punti regolamentari sono una conquista per la mobilità ciclistica, una conquista dovuta anche al lavoro di FIAB Gela Nanocicli. Il regolamento prevede l'installazione di rastrelliere per biciclette in posti di facile accesso e con struttura che permetta di fissare in sicurezza il telaio, escludendo la possibilità che la sosta delle biciclette possa essere sottoposta a pagamento. Inoltre, grazie ad un importante suggerimento di FIAB, il regolamento favorisce tutte le iniziative connesse all'attività di noleggio bici. Prevede, infatti, che nel caso in cui il noleggiatore privato voglia posizionare le bici nello spazio antistante il proprio esercizio la concessione possa essere rilasciata anche in presenza di strisce blu. Cosa questa in precedenza non permessa e che ha generato problematiche non indifferenti per chi ha deciso di dedicarsi alla cosidetta "bike economy". A Gela le attività di noleggio di bici a pedalata assistita sono cresciute e con esse è cresciuto il numero delle persone che usa la bici per muoversi in città. Favorire queste forme di imprenditoria è sicuramente utile per il territorio e lo sviluppo della comunità.
Il regolamento per la gestione della sosta diventa uno strumento, fra i tanti, per cominciare a cambiare la vivibilità cittadina.

venerdì 17 marzo 2017

Il pedone, il ciclista e la ciclabile


"Ho investito un pedone lungo una ciclabile, posso essere considerato responsabile?"

Le ciclabili ci fanno sentire sicuri, come se ci muovessimo in un territorio protetto. Eppure questo senso di protezione non può essere considerato totale. L’essere su una ciclabile ci impone comunque di procedere con prudenza e diligenza, visto che la bici è comunque un mezzo di trasporto. Questi concetti sono spesso dimenticati e siamo convinti che sulle ciclabili avremo sempre ragione in caso di incidente. Purtroppo non è così. Il nostro codice civile prevede per la circolazione dei veicoli la piena responsabilità di chi investe una persona (Art.2054), a meno che non si dimostri di avere fatto il possibile per evitarlo. Quello che importa è la dinamica dell’evento. Se mi trovo su una ciclabile in rettilineo, con ampia visibilità e in lontananza mi accorgo di un pedone che cammina, investendolo dovrò pagargli i danni. Questo perché anche se il pedone non doveva esserci io potevo benissimo evitarlo. Cosa diversa è l’evento imprevedibile: un pedone che all’improvviso, correndo, invade la ciclabile; che staziona all’uscita di una curva cieca, magari di sera. In queste situazioni è certamente più probabile avere ragione, ma non ne abbiate sempre la certezza, spesso una percentuale di corresponsabilità è in agguato. Ricordatevi che una cosa è risarcire i danni al danneggiato (responsabilità civile), altra cosa è essere punito per aver fatto danni (responsabilità penale). In quest’ultimo caso, se investiamo un pedone siamo imputabili per lesioni colpose, anche se si trovava su una ciclabile. Varranno le regole di prudenza dette prima, infatti, solo l’imprevedibilità del fatto unita alla vostra attenzione escluderebbe una responsabilità penale. Non sentitevi i padroni delle ciclabili, perché non lo siete, se un pedone invade la vostra ciclabile l’unica cosa certa è che dovete rallentare ed evitarlo, magari invitandolo cortesemente a lasciare la ciclabile. Ovviamente, se arriva all’improvviso dal cielo, magari planando nella notte, potrete fare poco per evitarlo, ma questa è un’altra storia. Siate prudenti.
                                                                                      Avv.  Simone Morgana
                                                                                     Ufficio Legale Fiab

giovedì 16 marzo 2017

A Gela senso unico eccetto bici, ma con rischio per la vita del ciclista

Avevamo già trattato questo argomento in un precedente intervento, quando la Giunta comunale, durante il periodo estivo 2016, aveva scelto di convertire a senso unico un tratto del Lungomare Federico II di Svevia, autorizzando il transito delle bici nella corsia opposta a quella delle auto. Quella scelta, che appariva assolutamente opportuna sul piano della regolamentazione della circolazione per la mobilità ciclistica, risultava assai pericolosa sotto il profilo della realizzazione tecnica. L'amministrazione si era limitata ad aggiungere al cartello di senso unico in entrata un pannello integrativo con il quale venivano autorizzate le biciclette a proseguire lungo la strada. Il problema era però evidente: un'autorizzazione data a rischio e pericolo dei ciclisti. L'automobilista che arrivava in senso opposto non sapeva di questa condizione, conseguentemente guidava con tutta tranquillità, ignorando che la corsia opposta era di fatto riservata al transito delle biciclette. Nessun cartello segnalava questa condizione, nè vi era segnaletica orizzontale tracciata sulla carreggiata. Il tutto in violazione delle previsioni di legge. L'ordinanza era temporanea e la questione venne meno senza essere mai risolta. 
Purtroppo il problema si ripropone oggi con maggiore intensità sul corso Salvatore Aldisio, via centralissima della città, ancora una volta la Giunta comunale ha disposto il senso unico in direzione est su tutto il tratto viario, inserendo il solito cartello integrativo del senso unico eccetto bici. Quindi le bici possono percorrerlo in entrambe le direzioni. Ancora una volta la Giunta ha omesso di posizionare qualsivoglia segnalazione utile ad avvertire gli automobilisti
Possibile segnalazione ulteriore
della presenza in senso opposto delle biciclette, pericolo ancora maggiore, visto che il c.so Salvatore Aldisio ha una carreggiata complessivamente stretta, con la presenza di diverse arterie che si immettono sull'asse viario. In pratica, percorrerlo in bici in senso opposto è molto pericoloso, per usare un eufemismo, con il paradosso che in caso di sinistro l'automobilista potrebbe ben eccepire di non avere avuto assolutamente conoscenza della possibilità di transito delle biciclette. A questo si aggiunga che l'applicazione del senso unico eccetto bici richiede anche che la strada abbia un limite di 30 km/h, cosa che non risulta essere applicata in maniera specifica al corso Salvatore Aldisio, dove il limite è quello generico dei 50 km/h.
Il provvedimento, quindi, così come realizzato, pur esprimendo la buonissima volontà politica dell'amministrazione di favorire, apparentemente, la mobilità ciclistica, rischia di generare un grave danno, sia a tale forma di mobilità, sia ai ciclisti in particolare. Sarebbe auspicabile, e questo suggeriamo, che l'amministrazione provveda a segnalare adeguatamente lungo l'asse di corso Salvatore Aldisio, il fatto che le biciclette procedano in senso opposto e si adoperi affinchè venga definito, in maniera concreta, il limite di 30 km/h su tale asse viario.
Le politiche sulla mobilità ciclistica sono sempre importanti, ma vanno realizzate con criterio e cognizione tecnica, perchè le regole sono pensate per proteggere gli utenti deboli della strada e favorire la scelta dell'uso della bici in alternativa all'automobile. Se fatte male o improvvisate, come nel caso che abbiamo esposto, rischiano di produrre l'effetto contrario. Speriamo che la Giunta abbia la volontà e la saggezza di ascoltare questo consiglio.

martedì 14 marzo 2017

Bici e Diritti: In tre sulla bici? Quando è lecito



"Incredibile, ieri, dopo essere stato investito da un auto, la polizia locale mi ha contravvenzionato, anche perché trasportavo, come tutte le mattine, i miei due figli a scuola, regolarmente posizionati sui seggiolini."  Francesco

Questa vicenda, così descritta, presenta subito il carattere della illiceità, di ciò che non è lecito. Infatti, si descrive come “regolare” il trasporto di due bambini su una bicicletta tradizionale e genera meraviglia l’intervento della polizia che sanziona questa procedura. Capovolgo subito la prospettiva quotidiana dicendovi che trasportare due bambini su una bici tradizionale, anche se su seggiolini conformi alle norme di legge, è una cosa irregolare, non possiamo farlo.

Il cosiddetto velocipede (la bici), come spesso mi piace dire, subisce il Codice della Strada, con le sue stranezze e le sue imposizioni. La nostra “carta delle regole”, all’art.182, comma 5, precisa che il conducente maggiorenne, su una bici tradizionale, può portare un solo bambino fino a otto anni d’età. Questa condizione è tassativa e non interpretabile in senso estensivo. La “ratio” è quella di considerare tale peso ulteriore una condizione destabilizzante per la conduzione del mezzo. Difatti, la prima parte del comma 5, specifica che è vietato trasportare altre persone (pluralmente inteso) sul velocipede (la bici) a meno che questo non sia appositamente costruito e attrezzato. Una cargo bike, per esempio, o un carrellino, ci consentono di ampliare il numero dei soggetti trasportati, pur restando nei limiti dimensionali richiesti dalla legge, 1,30 m di larghezza, 3,00 m di lunghezza, 2,20 m di altezza (art. 50, comma 2 C.d.S.) Tutto questo senza incidere, almeno secondo norma, sulla conducibilità del mezzo. Nel caso di specie, essere coinvolti in un sinistro mentre trasportiamo due bambini su una bici tradizionale, ci espone ad una probabile individuazione di corresponsabilità nella causazione dello stesso, perché abbiamo inciso negativamente sulla conducibilità della bici. Pertanto, subiremo una duplice sanzione: una diretta e sicura, per violazione delle norme citate, ed una successiva e probabile, per il sorgere di una componente risarcitoria parziale in favore dell’altro soggetto coinvolto nel sinistro.
                                                      Avv.  Simone Morgana
                                                       Ufficio Legale Fiab

A Gela la Fiab promuove Il Bike Sharing e la Pedalata assistita

Le iniziative crescono e diventano realtà sul territorio. Una realtà che è voce per il cambiamento, per dare un volto nuovo alla mobilità, una nuova visione alla città. Sarà di certo un lungo lavoro, ma i frutti si raccolgono lentamente. Nel mese di Dicembre abbiamo sottoscritto una convenzione con Ellenika Sport per promuovere il bike sharing in città tramite i punti di noleggio Ellenika, soprattutto quello connesso alla pedalata assistita. Questa convenzione è oggi assolutamente attiva e consente a qualsiasi tesserato Fiab 2017 di noleggiare ad un prezzo agevolato le bici a pedalata assistita presso i punti noleggio di Ellenika Sport
Lo sviluppo di questa iniziativa è fortemente connessa alla crescita di una mobilità diversa. Un modo nuovo per trasformare la città in un luogo vivibile e coeso. 
Condividere le biciclette a pedalata assistita può rivoluzionare il futuro della mobilità per una città piccola e collinare come la nostra.
Per questo motivo abbiamo deciso di stipulare la convenzione con Ellenika Sport. 
Tutte le informazioni per il noleggio le potete trovare presso il sito Rent Bike Gela.
La rivoluzione comincia dalle nostre scelte.
Buona mobilità a tutti da Fiab Gela Nanocicli

martedì 31 gennaio 2017

Il Piano della Mobilità ed il lavoro di FIAB

In questi giorni invernali la mobilità sostenibile è diventata oggetto di comune discussione per la politica a Gela. In consiglio comunale c'è grande fervore per l'adozione del Piano Urbano della Mobilità. Consiglieri che si accalorano su quante ZTL dovranno esserci; sui parcheggi e sulla sorte infausta dell'automobile; commercianti preoccupati per l'economia; politici che scoprono il pedone ed il ciclista, esseri un tempo amorfi ed oggi divenuti il centro del mondo urbano.
E' piacevole sentire queste discussioni, sapere che, per ragioni diverse, ci si confronta su una tematica che per troppo tempo non ha trovato alcuno spazio.
Il Piano Urbano della Mobilità di Gela è un'opera importante, realizzata con grande attenzione da tecnici che hanno lavorato davvero bene. Un progetto strategico che pone la persona al centro della mobilità e pensa alla città come un luogo accessibile per i cittadini. Non è un piano economico, non è un piano di costruzione, è un piano che disciplina la mobilità all'interno del perimetro urbano, che rivoluziona in via strategica il muoversi fra le strade e le piazze, pensando alla persona come centro essenziale della comunità e valorizzando l'aspetto sociale prima di quello automobilistico. 
Lo sentiamo un po' nostro questo piano, perchè come associazione, gratuitamente e con spirito di collaborazione, abbiamo subito messo a disposizione le nostre competenze per consentire ai tecnici di lavorare su spunti ed idee concrete e realizzabili. Questo lavoro attento, che ci ha visto in prima linea quando si parlava ai cittadini, che ci ha visto partecipare ai tavoli tecnici di confronto, si è poi trasformato in stretegie concrete all'interno del piano.
E' questo il lavoro di Fiab, l'ennesimo risultato di un'attività spesa sul territorio e per il territorio, pensando sempre che un città vivibile è una città che cresce e si sviluppa, che genera benessere sociale ed economico, che crea nuove opportunità di lavoro e di sviluppo.
Ancora una volta possiamo raccontare una bella storia, che si è potuta realizzare grazie all'impegno dei volontari Fiab Gela in città. Un altro risultato, un piccolo passo che può cambiare le cose. Se il progetto della prima Ciclabile di Gela è frutto del nostro lavoro, se la prima forma di Bike Sharing programmata è nata dalla nostra collaborazione con Ellenika Sport, oggi la grande opportunità di avere un piano strategico per la mobilità sostenibile a Gela è l'ennesimo grande risultato di un volontariato fatto di passione e competenze, sostenuto da tutti noi, che speriamo e crediamo in una Gela diversa.

lunedì 2 gennaio 2017

La Bici per il Bene Comune

Buon anno ai pedalatori urbani e a quelli extraurbani; buon anno ai pedalatori ibridi, che sono trasversali per definizione, che varcano le soglie del centro storico e delle periferie, che superano i confini del limite urbano per scoprire la campagna e le sue strade, che risalgono colline e pendii, montagne e vette, per poi tornare all'urbano luogo di partenza o scoprire una nuova meta cittadina; buon anno agli attivisti di ogni sorta, a quelli che della bicicletta hanno fatto strumento di rivoluzione sociale, di ricerca dello spazio, di riconquista di un modo di vivere.
Inizia questo nuovo anno e torniamo ancora una volta sulla strada e nei luoghi del vivere comune, ricordando a tutti noi che FIAB esiste per un motivo politico, che noi ci associamo per rivendicare diritti per la mobilità, spazi concreti per la vivibilità urbana, una nuova costruzione del vivere sociale, dove lo spostamento, il movimento, sono parte integrante per costruire una comunità migliore. Questo è FIAB e in questo nuovo anno continueremo il nostro lavoro.
Abbiamo chiuso il 2016 costruendo il primo progetto di Bikesharing elettrico in città. Grazie alla convenzione con Ellenika Sport a Gela sarà possibile sfruttare due punti di noleggio per biciclette a pedalata assistita a tariffe agevolate per i tesserati FIAB.
Ma sarebbe stupido pensare che questo sia il raggiungimento di un obiettivo. Questo è l'inizio di un lavoro che dovrà fare crescere la nostra città.
Inizieremo una campagna per rivendicare migliori collegamenti Ferroviari in modo da implementare gli spostamenti Bici + treno, parlando con Trenitalia per comprendere le politiche di sviluppo della tratta meridionale della Sicilia.
Chiederemo che si proceda all'installazione di parcheggi bici utili e strategici. Non le solite rastrelliere a "scolapasta" dove puoi fissare solo la ruota anteriore, in modo che il ladro di turno ti freghi l'intera bici tranne la ruota. Ma stalli sicuri per bici, che permettano di fissare il telaio e che hanno un costo molto economico se pensati in maniera razionale.
Lavoreremo sulla sicurezza per gli spostamenti urbani verso il Centro Storico, con la richiesta di pedonalizzazione del Corso Vittorio Emanuele e il divieto di parcheggio in Centro Storico per i non residenti. Stimolando gli spostamenti in bici, a piedi o con il mezzo pubblico, in una città piccola e compatta. 
Promuoveremo il cicloturismo fuori porta e cittadino, per implementare la riscoperta dei percorsi urbani ed extraurbani che rendono meraviglioso il nostro territorio.
Sono solo alcune delle azioni da mettere in campo e che vanno alla ricerca della tutela dei beni comuni e dello spazio cittadino come spazio di comunità. 
Sarà questo il nostro migliore augurio di Buon Anno: la Bici per il Bene Comune
Keep cycling.